Dalla ruminazione alla riflessione: come uscire dai pensieri intrusivi


Dal pensiero ruminante a quello riflessivo: aprire la propria mente a scenari alternativi

Il senso di opprimente soffocamento generato dall'incapacità percepita di affrontare e risolvere un problema personale, familiare, psicologico determina nell'individuo un senso di impotenza e stanchezza psichica e la sensazione di ritrovarsi in un circolo vizioso di riflessioni da cui sembra praticamente impossibile uscire in modo costruttivo.

Questa fase caratterizza quello che possiamo definire il pensiero ruminante, dove con il termine Ruminazione si indica un processo psichico in cui l’individuo sembra imprigionato all’interno dei propri pensieri negativi e dal quale la persona non riesce a trovare sbocchi, sprofondando in brutti ricordi ed in analisi di aspetti frustranti della propria difficoltà transitoria.

Riassumendo varie definizioni presenti nella letteratura sull'argomento, la ruminazione può essere definita infatti come una modalità di pensiero ripetitiva ed intrusiva focalizzata su eventi passati o stati emotivi presenti, aventi entrambi una connotazione negativa e che, penetrando la mente dell’individuo contro la propria volontà ed ostacolandone l’attività corrente, è in grado di costituire un antecedente a stati depressivi.

La mente dell’individuo, per usare una metafora che possa fare da specchio al concetto, sembra quasi chiudersi agli stimoli esterni, raccogliendosi sempre di più in se stessa fino a diventare un cumulo di vicoli attorcigliati in una sorta di labirinto in cui pare impossibile trovare uno spiraglio di luce.

Quando ciò si verifica, il pensiero perde completamente la propria capacità di costruire nuovi scenari, di aprirsi cioè a canali alternativi in cui far confluire le proprie riflessioni.

Ma come è possibile uscire da questo tunnel?
È attraverso la capacità dell’individuo di analizzare i propri processi di pensiero (il metapensiero)  che si rende possibile individuare "punti di vista alternativi”, fornendo scenari diversi e valorizzando possibili vie alternative di elaborazione delle situazioni. 

L'obiettivo di una consultazione psicologica è quello di uscire da questa sorta di strozzamento cognitivo ed emotivo mettendo la persona nella condizione di sciogliere i nodi frutto della ruminazione e abituando la propria mente alla riflessione razionale.

Ciò agevola lo sblocco della competenza nell'analisi delle situazioni, svolgendo un lavoro supportivo nel tentativo di far emergere i vari aspetti di un problema nella loro globalità.

Il passaggio dalla ruminazione alla riflessione razionale fa uscire infatti la mente da una visione monodimensionale dei vissuti (e quindi limitata) ad una di tipo tridimensionale, in cui il tema portato dal cliente riesca a liberarsi dall'ombra creata dallo strozzamento del pensiero, guadagnando così nuove dimensioni di analisi che possono rappresentare il problema in modo più completo e dinamico.

Uscire dalla ruminazione significa consentire (attraverso il dialogo e quindi l’esternalizzazione verbale ed emotiva del processo di pensiero ruminante), l’apertura e l’allargamento a visioni più nitide delle questioni presentate.

La ruminazione impedisce infatti al campo percettivo (ovvero a ciò che percepiamo singolarmente) di avvicinarsi al campo dell’esperienza (ossia al campo delle realtà possibili), mentre una riflessione aperta e di ampio respiro facilita questo incontro.

La confusione è sinonimo della ruminazione e compito della psicologia e della consultazione psicologica deve essere proprio quello di restituire alla persona la possibilità di far sfogare all'esterno il rigido e districato pensiero latente. Un pensiero sordo, privo di acuti ma denso di tonalità basse, per usare una metafora musicale.

Un ascolto attivo in grado di leggere e percepire empaticamente il pensiero ruminante, può facilitare l’emersione della chiusura del cliente rispetto a sorgenti di chiarezza, causa della tendenza depressiva a connotare negativamente i vissuti emotivi ma anche situazionali delle tematiche personali.

L’interruzione delle sequenze di pensiero ruminanti attraverso fasi di analisi e sblocco cognitivo, alimenta l’acquisizione di consapevolezza da parte della persona della presenza di risorse personali utili ad affrontare le proprie difficoltà ricorrendo innanzitutto alla propria autonomia di analisi.

Uno degli aspetti principali della concezione costruttivista dell’uomo è infatti la sua capacità di costruire autonomamente la propria esperienza del mondo.

La personalità è pertanto  il risultato di questo processo di attribuzione di senso.


Dr Fabio Ciuffini
Psicologo a Prato, Altopascio e zone limitrofe (Lucca, Montecatini).
Consulenza Psicologica per adulti. Psicologia Sport e Lavoro
Albo Psicologi Regione Toscana n°4521
Tel. 320-0298136 


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