Il dialogo di coppia come sinonimo di crescita

Il dialogo di coppia come sinonimo di crescita

Abituarsi a parlare dei come e dei perché delle dinamiche di un rapporto aiuta le persone a maturare una competenza comunicativa, in grado di agevolare il fronteggiamento di eventuali difficoltà. 

Ho sempre ritenuto importantissimo lavorare affinché tra due persone che hanno deciso di sposarsi ma anche di convivere, sia possibile accrescere la consapevolezza delle varie criticità potenziali di un rapporto.

Le persone sono in continua evoluzione e la coppia, che non è semplicemente una sommatoria di due individui che decidono di vivere insieme, è una realtà molto dinamica e complessa, caratterizzata da una dimensione originale, quella "duale".

Certo, trovare delle leggi universali valevoli per tutti è ovviamente difficile, per non dire impossibile.Tuttavia ritengo che l'opportunità di stimolare fidanzati, conviventi e coniugi ad aprire un dialogo costante su ciò che accade o può accadere nella relazione, costituisca un valore aggiunto molto importante da coltivare.

Parlare e confrontarsi favorisce infatti l'utilizzo di un meccanismo molto noto in Psicologia che si chiama "feedback" (retroazione), che descrive la possibilità di ricevere un riscontro più o meno immediato di un'azione compiuta. 

Il feedback consente infatti di sfruttare i vantaggi di una specie di "specchio" relazionale che può guidare la coppia verso la possibilità di sviluppare consapevolezza del proprio modo di comunicare, di affrontare le difficoltà, insomma di "stare insieme".

Se all'interno di una convivenza o di un matrimonio, vi fosse la costante presenza del feedback, che altro non vuol dire che chiedere all'altro un parere o un commento circa il proprio agire generale o specifico traendone validi spunti di riflessione, sono convinto che molte persone che condividono un percorso di vita comune si abituerebbero a porsi più facilmente in un'ottica di crescita e di maturazione, in grado di attivare il dialogo e la gestione costruttiva di eventuali conflittualità (in ogni caso necessarie), più o meno accese.

Imparare a chiedere "Che ne pensi di quello che ti ho detto?" sembra un atto di banale realizzazione, in realtà apre le porte alla disponibilità alla critica e all'autocritica. Un valore, quest'ultimo, quanto mai assente in molte unioni e che spesso fa veramente paura ad entrambi gli attori della relazione.

Sono piuttosto i silenzi, i piccoli rancori che maturano nel tempo accrescendo di dimensione, forza e densità, le abitudini a non parlare, al non detto ed al taciuto, ad alimentare quelle incomprensioni reciproche che spesso sarebbero facilmente superabili con un semplice confronto dialogico.
In definitiva, lo sforzo di aprirsi all'altro nel "qui ed ora" della relazione di coppia è sempre molto più ridotto della fatica di recuperare tutte quelle discussioni "irrisolte" nel "là ed allora".

Capita sovente che durante un colloquio emerga la difficoltà da parte di una persona ad aprirsi al proprio partner, a seguito di una serie di equivoci e contrasti mai elaborati adeguatamente sul momento.
Mi pare evidente che una volta riaccesa la scintilla del dialogo, quella fiammella emotiva e sentimentale riesca a ritrovare velocemente energia. Purché il dialogo non sia temporaneo ed occasionale e vi sia una certa costanza ed impegno da parte della coppia nel mantenere stabile il nuovo equilibrio comunicativo.

Naturalmente più è lungo il periodo di silenzio , più resistente al cambiamento sarà l'equilibrio di coppia maturato nel tempo.


Dr Fabio Ciuffini
Psicologo a Prato, Altopascio e zone limitrofe (Lucca, Montecatini).
Consulenza Psicologica per adulti. Psicologia Sport e Lavoro
Albo Psicologi Regione Toscana n°4521
Tel. 320-0298136 P.IVA 02271580975


foto: flickr.com pedrosimoes7
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